Chi è il Mediatore Gitano?
- 03.08.2016
- Giusy De Giovanni
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La figura del mediatore gitano è stata introdotta per la prima volta dai Progetti europei Romed (Mediation pour les romes) promossi dai componenti della Commissione Europea. Vi sono dei requisiti per poter essere mediatore gitano:
•Essere d’origine rom
•Conoscere bene la storia e le problematiche del proprio popolo
•Aver frequentato il c.so di formazione messo a disposizione dai Progetti Romed
Il mediatore gitano si occupa di mediare tra rom ed enti pubblici o privati, o tra rom e associazioni, organizzazione e cooperative d’aiuto. Mediare tra una minoranza etnica e le varie istituzioni comporta a sua volta altri compiti, per questo all’ interno dei campi sinti vi sono non uno, ma più mediatori affinché essi possano occuparsi di materie come: la scuola, la sanità, l’aspetto sociale- economico e di reintegrazione. Il mediatore si occupa di mediare su potenziali conflitti che possano apparire tra le parti, incoraggiando la partecipazione attiva al dialogo delle controparti affinché possano essere facili i rapporti e gli accessi ai servizi pubblici.
Il mediatore gitano nasce dalla necessità di migliorare le condizioni di vita pessime illustrate nella Carta dei diritti dei Rom, in cui si richiede anche la parità di accesso da parte dei romnì in tutti gli Stati membri. Ciò significa che la Carta dei diritti Rom in riferimento al mediatore gitano, rivendica attraverso codesta figura il diritto all’ autodeterminazione e ad una rappresentatività democratica non solo a livello regionale ma anche nazionale ed europeo.
Come già specificato, il mediatore deve essere necessariamente di etnia rom, e questo ha scatenato l’evolversi di diverse opinioni al Consiglio d’Europa, RUS 2006, in cui Germania, Francia e Austria, affermarono di non aver preferenza nell’etnia del mediatore gitano; la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Bulgaria, invece, affermarono di essere vigili sulla formazione di assistenti scolastici gypsy o mediatori gitani, dal momento che tali figure non ben coordinate potrebbero al contrario incorrere in un aumento della segregazione dei bambini rom.
I primi corsi di formazione per mediatori cigani si ebbero nel 1997, presso l’Institute of Timisoara, che collaborò in partenariato con l’organizzazione Romani CRISS di Bucharest. Successivamente, i vari paesi europei attraverso i progetti Romed modificarono i regolamenti interni al fine di creare tali figure anche al loro interno.
La Spagna ha creato master di formazione come: “Mediazione interculturale e migrazione” , “Mediazione interculturale e familiare”, “Mediazione scolastica, familiare e comunitaria”; l’Italia ha promosso corsi di laurea inerenti alla figura del mediatore interculturale; il Belgio, il Portogallo e la Serbia hanno invece creato appositi corsi di formazione riconosciuti a titolo europeo; la Romania invece ha attuato la creazione di corsi di formazione e di seminari; la Slovacchia ha creato, attraverso il progetto pilota Tandem, dei corsi per le figure di mediatore gitano e di assistente scolastico gitano.
Inoltre dopo aver affrontato il problema della formazione dei mediatori, i vari Paesi Europei si sono preoccupati e si preoccupano ancora oggi dell’inserimento lavorativo dei mediatori.
La Spagna per esempio dal 2006 ha attuato il programma “Integral Plano of Roma Community” che prevede l’erogazione di fondi da parte dei ministeri e delle autorità locali affinché vengano assunti i mediatori. Successivamente ne trasse esempio la Romania dal 2009. La Serbia invece ha proposto sussidi alle varie organizzazioni, associazioni e cooperative. In Italia invece non sono previsti sussidi per chi assume tali figure in questione.
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